trito per il tuo specchio
liso per il tuo latte
greche per il tuo trucco
roso – al tuo processo
dal tuo prozac – corroso

fregia il tuo pilota
corrotto per contratto
per i tuoi l’auto l’usura
Blog



Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
19 Giugno 2010 13.25.35

 http://www.chiaradaino.it/novita.asp#37

Lunedì 21 giugno 2010, ore 19.00
@ BLAm, via Ronzoni 2, Milano
MASTER DESIRE & LADY LIBIDO
NUOVA LETTERATURA FANTASY, Edizioni Eumeswil
di Giovanni Agnoloni
VIRUS 71
, Edizioni Aìsara
di Chiara Daino
presenta la serata:
Franz Krauspenhaar

Mercoledì 23 giugno 2010, ore 18.15
@ Joshua Tree, via della Scala 37 r, Firenze
MASTER DESIRE & LADY LIBIDO part II
 

 Vieni con me.

 

Con chi ti chiama per esteso. Vengo da te per distendere bene – per allargare: spalanca i sensi. E lasciati agire. Io sono la parola carnale, il corpo del testo, la fuori fuoco: la luce mossa per prillare il gergo Gavroche [non vista, silvestre la rabbia: vettore di volpe].

Vieni per me sulla pelle che vesto con cura: ho un’anima di carta. E latina. Riesci a svolgermi? Vieni da me: perché? Che carapace canti? Hai nuovi petali per i miei passi? Di menda ti manti? Nuova nebbia dipani? In questa tenda sono passati [e molti] li vedi? Sono appesi alle persiane: la cornice non mi chiude. È la mia natura: non si possiede, si rispetta. O rovina.

Io voglio solo colorare. Hai pronomi pastello? Vivo da Vanessa Vulcano. Esplode l’effetto farfalla?  Io chiamo un’altra lingua. E allora guardami: che specchio spoglio? Quale schianto rifletto? Ho rotto il margine: ti piace l’intarsio a chiave? La doppia mappa, a metà misura? Sensuale e congenita, cristallo che si caglia, una valigia di tango e seta. E lo so, lo so che non mi segui...

Sono labellum di siero, apifera dello Zingaro[1], un chicco crema la mia cuna. Sdrucciolo: snodo brina bollente. Mi spiego? Tu ti limiti – a dire: «sembra finto» [se vedi il vero], «sembra vero» [se fissi il finto]. Chi imita chi? Dimmi, Burattino, che fine ha fatto: la tua coppia di carbone? Mastro Ciliegia vanta: stivali di serpente. E truciola turchini...  

Oggi mi è sorto un boccolo: acconcio i miei capelli in un esametro. Doppio e fuori misura: fiori di zucca e sfioro lo zaffo, incollo il bouquet per punto pigmeo. Una brocca bambina, capiente concavo. Duro, se vieni: offri da bere. E me lo godo: chiaro e pestato. Salsa che suggo, che strazio. Scendi in pasto: una sola beccata – e ti mangio. Sei ancora qui? Un altro tu – oppure l’esso di prima? Regina di crani cala un due [si picca e non si pecca]. Risparmia fiato, tempo, fatica: come puoi raschiare il mare? Una goccia a bottone? Hai nastro senza voce, sei solo rotto refe – non puoi: non scuoti i soli. Non la sonora spera – indori. Dei quattro sono la Carestia. È allarme. Una sirena, mi dici? Non pericoli, non ascolti. Si vive in maschera, ma si morde nudi. Li vedi i segni? Io li ho attraversati. Globuli e talami. E tu? Leva le fasce – non reclamare: è tutto tuo il piacere. E poi? Ti taglio la coda. Ti lascio la corda: ti gonfi, Gallus Sina, sine flexione. Banale bruco di fango e feci [non hai mai violato: la mia crisalide]. E ti alletta e ti allerta: ellera felice non è facile da fucinare. 

Questo buio è misto: è dentro. Non tu o come te  a spegnere il mio croco: sono tutta sezione sottile. Prisma polare. Il mio verbo copula, il tuo? Ogni tanto paupula...

Zigare di coniglio Amami Oshima, se si zinna è bàlia, se s’impenna: è Zaìra. Colei che sia e tu non vuoi volerla [non sai sedurla]. Non sai entrambe, né le reazioni. La chimica gitana la insegna la rosa di Fatima.

Non si schiuma senza l’acqua, non si scova il cardine del cosmo, se coli bronzo: rivedi la piramide. O lasciami: nella ruga di un perché. La risposta è semplice: poni troppe domande. E la vita si afferma solo con la vita. E si prenota nel punto del come coito.

Io non rimando: io sento. È vero: è l’arco. E non sono l’ablatore [per la bocca che hai smesso di nettàre]: io sono l’esclusiva – e non recito composta [e ti ribalta e ti rivolta]. Le tue non gesta.

Vuoi vedermi venire? All’Asta? Galleria dell’orrido? Tu turpe, cava carnefice, togli gli aculei, i tuoi gammari[2] gangheri – dalla mia gràmma grata: imprimi di bava la mia veste grafica! E non consumi, e non impari: la bellezza dell’atto puro. Quello che.

 

 

Tutto quello che.

 


[1] L’Ophrys apifera [fioritura: marzo – giugno] è una pianta [selvatica] appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, ospitata dalla Riserva naturale orientata dello Zingaro. Labellum, labello è una parte del fiore delle Orchidee

[2] Gammari: il gammaro è un crostaceo anfipodo [pulce di mare]. Si nutre di piante in decomposizione e costituisce l’alimento principale di molti pesci [N.d.A.]


Archiviato in:Chiara Daino, Eventi/Let's go!, Lettere/Letters, Poesia/Poetry Tagged: Aìsara Edizioni, BLAm, Chiara Daino, Edizioni Eumeswil, Firenze, Franz Krauspenhaar, Giovanni Agnoloni, Joshua Tree, Lord of the rings, Manowar, Master Desire & Lady Libido, Milano, Nuova Letteratura Fantasy, Tolkien, Virus 71
Maggiori dettagli...




Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
07 Giugno 2010 1.13.01
Il mistero del corpo inizia dove inizia il tuo corpo. Soltanto che tu non sai dove esso inizi. Non conosci i suoi confini. Quello che hai chiamato anima o spirito o mente è separato dal corpo? E dove allora è segnata la linea di confine?
[Franco Rella, Ai confini del corpo]





Il corpo parla. Il corpo ci parla. Il corpo parla di noi e per noi – che più: non parliamo più con quei “corpi estranei” che sono che siamo. I nostri corpi.



20 febbraio 1967

pensieri di ragno nei corpi
al sapore di sperma antico
vomito d’incenso la chiesa

è nella culla della carne
la molla cancrena del dubbio
abbi cura di chi non parla

nel come narcoma pretende.
ti chiedo solo se ricordi
quali letti sporcavi mentre
quel miele tramontò nel rosso?
è meno caldo di un bicchiere

tanto tu sprecavi parole
quando per piacere del buco
l’intarsio del cranio dipinse

di nero che goccia quel muro
è un paradiso di scuse
le parole che non ti deve

[C.D.]

http://chiaralibre.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss

Maggiori dettagli...




Idueas(x)ini Estratto da Idueas(x)ini
25 Maggio 2010 1.41.00
L'autore si dondolava deciso sulla U di Tarchetti – in quella *specie di spazi* che sono: i miti. Nelle letture dei medici. Letture che mai diedero quei suoi insegnanti *classici*, pervasi dai soli risvolti psicologici – abbandonarono tutti i sensi: pratici e fisici. Ci volle Iaso perché qualcuno col camice allargasse le tracce prometee: verità epatiche [quando non compromesso – il fegato si rigenera]. E per le fughe d'idee [proprie e tipiche e patologiche], l'autore capì profetizzate e *giàddette* anche tutte le realtà poetiche.
Tutte stese: le verità uroboriche. Tutte stese: sul letto di Procuste. E chi è quel gigante che spezza femore, tibia e perone? Quale enigmista mozza i *piedi* – che passano la misura? Lo stesso che allunga un *corpo* troppo corto, lo slega e lo strappa, con la tensione di corde che smembrano e squarciano, nell'Eco di Licurgo, in citazione colta...
Così l'autore vive [meglio: sopravvive] alle etichette, al glorioso codice a barre, alla panacea poetica che tutto cataloga e tutto sistema. In questa sana [?] “poesia contemporanea”. Per un accidente divino riesci a dare un tono al mono-tono del tuo verso? Prego, raggiungere l'arena performativa. E attendere istruzioni insieme a tutti gli ibridi tuoi pari. E non ti mischiare coi futuristi, i transavanguardisti e i postmodernisti [che per rinchiudere quegli indisciplinati degli ultradadaisti nei loro cortili – sono serviti anni!]. Ordine e disciplina! Dopo secoli di letteratura, che cos'è tutta questa cagnara? I figli di Foscolo la smettano di sbucare dai sepolcri, i bimbi di Burroughs la smettano di molestare i bucolici: i cut-up si svolgono solo in sala computer! E ogni tipo di innesto non turbi l'ordine arcadico! La congerie del Verso Libero non pretenda di sostituire il metro con le figure di suono e si prepari per il per il pellegrinaggio con i doganieri di Montale! Tu dove diavolo credi di andare? L'endecasillabo è naturale: fila a studiare il tetrametro trocaico! Si può sapere chi ha imbrattato il pixel con arsi, tesi e ictus?
E voi? Cantanti? Chi vi ha detto: Poeti? Siete voi capaci di Lieder? Se proprio volete accamparvi, raggiungete il campo slammer e duellate! Blocca subito quell'ermetico con la maschera sperimentale: sta scappando con un pitiambo tradotto liberamente! Cos'è tutto questo ragliare? Fermate quel piromane di Hank! Bisogna spegnere e sedare – altro che incendiare! Chiudete le finestre, le porte, le strade! Da dove spunta quest'armata di editori? Scendete sùbito dal tetto: non si recita la Poesia fuori dal salotto! Radiate *i libri di ferro* dalla Torre d'Avorio! Sopprimente ogni fermento. E imparate a friggere *di aria* per una sana contemporanea poesia, per la gloria di quella Morte che abbiamo già dichiarata. Non cercate un'altra misura, un'altra parola, un'altra plastica. Chi rifiuta l'etichetta sa già il dove la critica aspetta: «armati di fruste vi stendiamo sul letto di Procuste!».
Con tutto il rispetto – baciate quella rima che per chi etichetta: sarà l'ultima!


GO RIMBAUD!

I

Sur l'onde calme et noire où dorment les étoiles
La blanche Ophélia flotte comme un grand lys,
Flotte très lentement, couchée en ses longs voiles ...
- On entend dans les bois lointains des hallalis.
Voici plus de mille ans que la triste Ophélie
Passe, fantôme blanc, sur le long fleuve noir;
Voici plus de mille ans que sa douce folie
Murmure sa romance à la brise du soir.
Le vent baise ses seins et déploie en corolle
Ses grands voiles bercés mollement par les eaux;
Les saules frissonnants pleurent sur son épaule,
Sur son grand front rêveur s'inclinent les roseaux.
Les nénuphars froissés soupirent autour d'elle;
Elle éveille parfois, dans un aune qui dort,
Quelque nid, d'où s'échappe un petit frisson d'aile:
- Un chant mystérieux tombe des astres d'or.

II

O pâle Ophélia! belle comme la neige!
Oui, tu mourus, enfant, par un fleuve emporté!
- C'est que les vents tombant des grands monts de Norwège
T'avaient parlé tout bas de l'âpre liberté;
C'est qu'un souffle, tordant ta grande chevelure,
A ton esprit rêveur portait d'étranges bruits;
Que ton coeur écoutait le chant de la Nature
Dans les plaintes de l'arbre et les soupirs des nuits;
C'est que la voix des mers folles, immense râle,
Brisait ton sein d'enfant, trop humain et trop doux;
C'est qu'un matin d'avril, un beau cavalier pâle,
Un pauvre fou, s'assit muet à tes genoux!
Ciel! Amour! Liberté! Quel rêve, ô pauvre Folle!
Tu te fondais à lui comme une neige au feu:
Tes grandes visions étranglaient ta parole
- Et l'Infini terrible effara ton oeil bleu!

III

- Et le Poète dit qu'aux rayons des étoiles
Tu viens chercher, la nuit, les fleurs que tu cueillis,
Et qu'il a vu sur l'eau, couchée en ses longs voiles,
La blanche Ophélia flotter, comme un grand lys.


I

A filo d'onda calma e nera dove dormono le stelle,
Ofelia bianca è quasi un grande giglio in altalena,
che tanto lenta ondeggia, distesa nel lungo tulle...
- si tendono da selve lontane grida per la preda.

È qui e più di mille anni: la triste Ofelia
passa, spettro bianco, sulla lunga riva nera.
È qui e più di mille anni che la dolce follia
mormora il suo rumore nel soffio della sera.

Il vento, se bacia il suo seno, dispone a corolla
i grandi veli nella culla mite della fonte;
di salici è il fremito di lacrime sulla sua spalla,
inchini di rami nel sogno largo della fronte.

Le ninfee sfiorate, in corona di fiati;
e qualche volta veglia, nell'ontano che dorme,
in qualche nido dove fugge, in un batter d'ali:
- mistero di astri in oro, un canto che a terra piove.

II

O tu, tenue Ofelia! la bella nel modo di neve!
Ora sei morta, una bambina, dal flutto rapita.
- il vento di Norvegia nel verso che depone
diffuse piano, per te: franchigia è fatica;

e un soffio tortura la tua forte chioma,
a tono di sogno nell'anima ritratti strani suoni;
e il tuo cuore era speso al verde che chiama
nel pianto dell'albero, e nei sospiri scuri;

e la voce di mari folli, immane gemere,
troncava il tuo seno acerbo; troppo umano e troppo dolce,
e un mattino di aprile, un pallido e bel cavaliere,
un puro folle, alle tue ginocchia si pose, senza voce!

Cielo! Amore! Libertà! Che sogno, e povertà di Folle!
Tu ti fondevi in lui come una neve al fuoco:
la tua mera pupilla mutò le tue parole
- e il blu del tuo sguardo sgranò l'Infinito tragico.

III

- e il Poeta dice: alla luce di stella
i fiori che hai colto, la notte, li vieni a cercare;
e io ho visto sull'acqua, cinta nel lungo tulle,
un grande giglio, Ofelia bianca, e dondolare

[e dondolare sulla U di Tarchetti...]

Maggiori dettagli...




LiveUs Estratto da LiveUs
24 Maggio 2010 20.34.36


QUANDO SCEGLIAMO IL NOSTRO DIO, SCEGLIAMO
UN MODO DI VEDERE L'UNIVERSO.
CI SONO TANTE DIVINITÀ.
SCEGLIAMO LA NOSTRA.

IL DIO CHE ADORIAMO
È IL DIO CHE CI MERITIAMO
[Joseph Campbell]


«ecco, non so come dirtelo, ma è morto Dio!»: ecco un dire che – detto via cavo – lascia il fiato appeso al telefono. Fuor di metafisica e fuor di menata teologica, fuor della più nota lirica Gucciniana, più di un'anima incarna quel divino che tanto amo. Che tanto amiamo. Quel qualcuno che ha incarnato e incarna quel qualcosa oltre. Uno scarto e uno scatto: un senso aggiunto all'anima – argento del Metallo più puro dell'oro. È la purezza che ora manca, la purezza anche nel fondo della fogna di questa assurda primavera. Dove Dio non muore e dove non può morire. Non piangete, riflettete! E schifate e schivate tutte le retoriche! Si muore. È l'unica delle certezze certe. Perché piangere anziché creare? Perché piangere anziché convertire: in Bellezza – il Dolore?
«Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato» è l'eterno espresso – epitaffio di Walter Chiari. E quanti occhi sprechi? Chi commemori nel mezzo d'alligatori pubblici? Perché esterni solo nel quando sono: drammi? Perché fiotti e dotti [soluzioni saline] in vece di un solo, tacito, ringraziare e incedere? La morte cancella peccati e peccatori. Non per questo: è un merito – morire. È la vita che incide. E Dio non muore e vive e rivive: nel tutto che ha creato. E ricreato e reso: scintilla che germoglia. Altra Arte e altra ancora. E ognuno si scelga: il suo palco e il suo patibolo. La storia è un processo – selettivo – della memoria.
Al di fuori della schiera che solo lacrima la sterilità [di stilla coccodrilla] c'è ancora chi sogna e realizza: quella verità che resta. The memory remains – e l'al di là è molto più semplice dell'al di qua. Nell'ora che ci tocca. E non manca chi sapeva: trascendere la carcassa. Siamo acqua, materia molle e qualche ossa. Una poltiglia fisica che la fine una – ci connatura. Quello che conta è quello che resta. Quello che si dona: dalla culla alla tomba. La forza e l'intelligenza di capire. Che Dio non muore. Il simbolo non muore. Ci trapassa e ci trascende. E nel per sempre: ci trascina. Dio, come Dime, vive. Come tutte quelle Anime che, per anni o per danni, per volontà o per fatalità, hanno infuocato la terra – in prometea scintilla. Siamo noi il problema. Noi che ci sentiamo orfani, traditi e abbandonati. E dimentichi degli assoluti sanciti dai nostri lirici: Please smile, smile when you think about me/My body's gone/ that's all. Chi si spegne non soffre più. È la paura che rimane in vita. E allora no, l'opera di Dio non è morta. Non può più morire: quel testimone che ci ha passato e l'ha sanguinato tutto – in prima persona, per essere: un mito. Dio, come tutti noi. Come noi tutti che non sappiamo un beneamato del sangue che il prossimo nostro ha inghiottito e sputato! Ingoiare la pillola e leccare le urine, tra l'amaro e il dolce: è un diabete dell'anima il morbo mellito che si sbrana – quando, pezzo a pezzo, finisce un'epoca. È un gioco dell'oca, un rincorrersi la coda uroborica, questa stupida pretesa di eternità fisica. Nella società che cancella ogni ruga, quanto infantile rinnegare la chiarezza naturale delle “cose oscure”? Nessuno conosce quanto – sia il tempo concesso – per dare, prima di fare spazio.
I metallari non piangono Dio, non vivono la condizione del condizionale. Se fosse... Non è stato. Lui è. L'essere presente. Qualcuno che si è scritto e qualcuno che ci scrive. L'immortale che è nato: per non morire. Il nostro mito personale. Sia un cantante, un parente, quel vecchio professore o il compagno matto del servizio civile...
Ci vogliono tante, sanguigne, primavere – per smetterla con l'onanismo del dolore. Un bimbo si deve capire, un adolescente si può perdonare, ma all'anima adulta – si deve vietare: questa mercificazione del dolore. E chi più ricorda è chi è più vicino: alla realtà della vita stessa che si consuma e che ci consuma. Forse sarebbe davvero ora di decidere, nel vano non vano della nostra solitudine – per chi e perché lottiamo, che cazzo di persone siamo e vogliamo essere. È solo questa la lezione.
Spente le luci, dopo la funzione, dopo l'estrema finzione di lacrime – perché non concediamo alla fine il diritto di esistere? Le Anime non temono la ruggine di un corpo cenere che solo: ci permette il transito.
Play your way, just like Dio!


If I could sleep at night
Then somehow I'd see
Why everything's wrong
Or maybe it's just me
Does anybody know this place that I'm in
Why I might be alone
Imagination is a terrible thing
What if I'm wrong
But here's what I've been thinking
It must be the end of the world

What ever happened to the rock and roll song
Breaking your brain
Making you stronger
They say you never hear the bullet that kills
And I don't hear a sound

It's not about a change or revolution
What's gone today is still called substitution

Don't get emotional but we're out of time
The melody's gone
And fools have got the sunshine
If I'm mistaken and I see you again
Don't leave me alone
Maybe tomorrow
Could be the end of the world

Don't make wishes
Don't waste time
Call the ones you hate
You'd say I'm sorry but they'll have to wait
For the end of the world
Bye bye bye bye bye bye


Se la notte potessi riposare
la vista – sarebbe – chiara
la ragione del tutto carente

Se di notte potessi riposare
la vista – sarebbe certo più chiara
perché è tutto, è tutto sbagliato...

La verità è: che sono io. Fine.
Chi – conosce il dove sono?
Perché potrei essere isolato:
la fantasia è un fatto feroce
se fosse – solo mio – l'errore?
[se fosse – solo mio – l'errare?]

Ecco chi sono – sono nel pensare
deve essere – la fine del mondo
tutto quello che è successo
al canto di pietra dei nostri suoni
ci spacca il cranio, tarla i pensieri
farsi forte – rende forti – per forza...

ogni cosa accaduta in canto di pietra
come consuma il cervello – il tuo
farti forte – forgiando – a forza

non senti mai – si dice – lo sparo che ti secca
e nell'ora non sento – suono uno
non si tratta: né cambio né rivolta
è la permuta – che preme il passo...

Non piagarti di pietà perché siamo fuori tempo

la melodia è morta [è morto il motivo]
e i pazzi possiedono: il punto che prilla.

Se lo sbaglio è stato: mio – e di nuovo.
ti potrò percepire [per pupille]
non lasciarmi solo [per piacere]
perché domani potrebbe essere
la fine del mondo

non dire – desideri
non perdere tempo

– Chiama chi odi

meglio avvisare e dire loro – che ti dispiace: ma
dovranno aspettare
la fine del mondo

Addio saluti addio salve addio ancora di nuovo...

Maggiori dettagli...




Damascena Estratto da Damascena
20 Maggio 2010 1.36.35

Quella parola violenta! E la violenza di quella parola ha la forza fatua della tua miseria! E sono la «troia» e sono la «puttana» e quella «vacca da mettere a novanta» e sono l’amarezza, l’amaro in bocca, sono tutto l’amaro che devo solo succhiare e, muta, chinare il capo per ingoiare – tutti i nomi che sono e che non sono. Come puoi dirti «un uomo»? Ti dico lo so: ti viene facile quello schiaffo sordo e secco. Ti dico lo so: che devo sempre e solo, ancora, tacere. Mentre precipito dalle scale per la tua ennesima spinta. Quella parola violenta! E la violenza brucia la pelle e corrode la faccia! E sono il viso che hai deturpato con l’acido per una colpa che non ho commesso, per tutto lo sperma che ho rimesso nei secoli dei secoli –  amen! Baciamo le mani assassine e torniamo nel nido di omertà.

Ti sorrida quel taglio sulla gola: vomita sangue e silenzio – il mio collo è un strazio e tu ti senti la mano armata di un dio impunito, libero di giocare al massacro. In virtù di quella violenza che se la schiava esce di casa, esce distesa. E trema la terra che mi mangia. Quella parola violenta! Le pupille impresse dalla paura sono un panorama che nessuno resuscita, nessuno riscatta, poi ti strappa la camicia e a forza ti blocca: ti stupra e ti amputa, piove un rosso dolore e ti priva della vita, annulla la speranza, estirpa il clitoride e in tutto questo – si fa beffe di quel tuo stupido piangere: «perché proprio a me?».

Perché a tutte cuce la bocca e cuce la pelle: sono i settanta punti di sutura, la frattura scomposta e le domande del medico. Quella parola violenta! E sono tutte scuse – le tue crisi di astinenza, l’alibi della tua dipendenza e dalla droga e dal bicchiere: sono le finte promesse di un domani migliore, sono trent’anni di percosse – da quando mi ha portata all’altare. Quella parola violenta! E sono tua figlia, tua moglie, tua mamma e tua sorella, sono la passante colpevole di minigonna, sono la più procace delle tue alunne, sono quella da cui non accetti un rifiuto, sono ubriaca e sei tu che mi trascini nel vicolo. Quello più buio, quello senza via d’uscita. Tanto ero io quella – con la bocca da porca.

Quella parola violenta! E sono l’obbligo di coprirmi e l’obbligo di spogliarmi, sono le forme che devo nascondere e sono le forme che devo mostrare, sono quello che non devi vedere e sono quello che ti devo esibire, sono il prezzo da pagare per non contare i lividi, sono l’unico modo per lavorare nei tuoi cristalli liquidi, sono le ceneri perché il rogo cancelli i tuoi scandali. E sono un picasso di ecchimosi, sono tutti quei plagi, sono tutti gli abusi, e sono tutti i calci in pancia per gli aborti che la tua rabbia ha deciso: gonfiare di botte e sgonfiare di culle – come un pallone gravido che non ti diverte!

Quella parola violenta! E sono la santa che ha preferito la morte, sono il calco dei denti dei miei resti massacrati, e sono il bersaglio dei tuoi sputi, sono le mie unghie impotenti, il fetore del tuo peso, il muro che mi strappa, la lama che mi punta, le labbra che mi tappa, il fango che m’intasa, m’invade, m’infetta – la gola il naso le ossa – mentre mi forzi il cranio, supina, sull’asfalto del parcheggio. E prego e supplico e voco – invano – qualcuno, qualcuno che esca dalla discoteca e ti veda, ma nessuno, nessuno vede la violenza che si consuma in ogni angolo e in ogni piano e in ogni luogo, in ogni buco: è un crepare lento e nero e violalutto, nell’eterno ritorno dell’eterna indifferenza.

Atroce ripetere l’orrore e parte la denuncia, ma nessuno, nessuno può rendermi l’innocenza. E sono la piccola vittima di un’altra e un’altra e un’altra molestia ancora, troppo piccola perché qualcuno mi creda e creda sia un mostro e non un parente stretto – quello che mi accompagna al campeggio. Quello che mi sevizia con comodo perché tanto: vive sotto il mio stesso tetto. Entra tutte le notti nel mio letto di bimba per giocare giochi che non voglio giocare. Spero solo finisca e presto e in fretta. E chiedo pietà e nemmeno più la chiesa è un posto sicuro per sentirmi sicura. E neanche a scuola. Ora che hai convinto anche la mia compagna e un’altra e un’altra e un’altra ancora: hai convinto. E ogni fanciulla si è armata di catena per esercitare la stessa crudeltà che tu hai sempre preteso come un diritto, azzerando ogni rispetto. E sono sola, con un’altra spranga che mi frantuma la schiena e mi paralizza – l’anima.

Quella parola violenta! Assorda la tua minaccia mi strozza la gola sbavando «stai zitta zitta zitta!», mi spolpa e mi sporca con la furia omicida di muscoli che non posso fermare che non posso frenare – le minacce diventano certezze nel mio martirio [che volevo solo passeggiare in quel parco, al tramonto]. Non ho scampo e tu hai tutto il tempo per spaccarmi anche l’altro polso. Quella parola violenta! E sei nel vetro infranto dell’auto, sei il mio ragazzo legato e impedito dal darmi aiuto, in quel sentiero, dove cercavamo un posto nostro. E sono lo sfogo perché vuoi vendicare qualche trauma passato, e vuoi solo farmi subire quello che a tua volta hai subito, sono l’ultimo anello di una catena malata, sono il più debole e il più semplice da battere, sono l’inferma più fragile e più esposta al pericolo, sono l’orrore, l’orrore della guerra anche in tempo di pace. Sono in ogni stato e in ogni paese, sono quelle mimose che sono solo una zecca commerciale – perché in ogni lingua sono il male che mi schianta, sono le grida che non sono scudo, sono il distacco di chi non rischia, di chi chi gira la testa, di chi si crede immune, sono la percentuale costretta a crescere, sono un dato di cronaca, il quotidiano che non ti tocca e non ti riguarda, sono la ferita che non rimargina e si radica nella violenza di genere, nella violenza in genere: è un meschino pervertire l’umano e nel fumo di zolfo mi violentate a turno per piacere del branco, uno squarcio, uno per uno, dall’utero all’intestino, dal retto alla trachea – mi guardo dall’alto e mi sento svenire per lo strappo delle carni, per la grandine di colpi, sempre più forti. E così mi scannate e, compiaciuti boia, ridete – ridete sempre più forte – e vi passate la mannaia...

Quella parola violenta! E quanta parola mi violenta se provo a dire a qualcuno quel che ha ucciso dentro e devastato fuori. E quanta parola violento per non dire, per il panico di una qualche più tragica ripicca o più feroce vendetta. Perché non so dove andare, dove scappare o a chi chiedere, né come dimenticare e continuare a convivere – con il marchio della violenza che mi segnò senza ritorno, m’insegnò un lato oscuro che ti giuro non me lo sono cercato e non trovo un motivo valido quando dici che me lo sono meritato e solo perché ho sorriso a uno sconosciuto…

E ora soffoco: ogni sorriso nell’incubo, nel ricordo che ti racconta la mappa delle mie cicatrici, il mio setto nasale rotto e la milza che mi hanno asportato. E ora è successo di nuovo, grazie al video, perché qualcuno adora a tal punto uno spettacolo violento da riprendere tutto – per deviare tutti quelli che credono: il più violento il più potente.

E carnefice su carnefice: è un impero che prospera la mattanza! Quella parola violenta e per quanto tu possa lavarti le mani, quella macchia non passa, per quanto tu possa tagliarmi la lingua e chiudere gli occhi, spezzarmi le ginocchia e piombare le finestre, per quanto ti consoli fare finta di non sentire e sentirti al sicuro e sentirti pulito, nel corpo e nella coscienza – quella parola violenta! Quella parola ti aspetta, alla fine del corridoio, per quanto lungo, mentre mi porti al patibolo, quella parola sono io. Parola di donna, parola di tutte le donne che tu: non provi vergogna?

 http://www.corridoio.org/testo.html

http://www.corridoio.org/

http://www.marcantonio.eu/

Ringraziando Marcantonio Lunardi e tutte le Anime che [sanno vedere e non possono e non vogliono e non devono: tacere]

***

What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never be
Never see
Won’t see what might have been
What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never free
Never me
So I dub thee UNFORGIVEN

 

 

 



Maggiori dettagli...




Facebook Estratto da Facebook
06 Maggio 2010 11.53.31
«I’ve had so many man in my life

that I think the FBI should come to me

when they want to compare fingerprints»

[Mae West]





Progetto di Arte che sposa l’Ecologia. E l’Amico le chiese: «hai materiale da riciclare?». E la Dama rispose: «una schiera di ex!». E l’Amico precisò: «materiale inorganico!». E la Dama confermò: «una schiera di ex!».

Così rampollò – Virus 71 – raccolto e rilegato per un sano approccio che consenta un ancor più sano: riciclaggio. And Dama laughs. E più che un sorriso è una smorfia [napoletana! E 71 è l'Ommo 'e Merda e se il letame è letame, non solo si ricicla, ma si rivaluta: nel materiale organico che concima – un terreno acido e un testo fertile].

E si traveste da poeta per coprire un’attività meno losca di quella del poeta: convertire in bellezza. Potere che la parola può. La catastrofe: capovolge. E non sempre è un male. Ribaltare una situazione, a volte, è riuscire a sconvolgere l’ordine prestabilito: è l’umana comoedia. È quel materiale umano/disumano/inumano che diventa: materia scrittoria. E chi non nasconde il *cadavere squisito* di almeno un ex, di almeno una ex? Quando poi ne hai armadi pieni e letti invasi, cassetti obesi e ricordi decisi: perché non cantare di tutti gli *amori scortesi*? E per la prefazione di Ottonieri, e dalla prefazione di Ottonieri: «Una bocca che si offre, dalla bocca alla faringe, come macchina da guerra. Risonante cassa, macchina di risonanza. Nella pronunzia frontale. Rullo compressore del verbo, e parole a rincorrersi nel peso ferreo d'una velocità multiversa (lingua che scorre a multiple velocità salendo la corrente delle salive i suoi sali secreti); ingranaggio di sillabe in furia nel moto della deglutizione. È questa la fortezza verbale (irta purezza virale) di Daino, il velluto rovente ruvido di Daino, poesia armata contro se stessa (contro contro ogni inganno che il decoro della parola è in grado di operare) - anti/poesia in purezza strappata coi denti brano a brano, a bruciare il suo tempo: e centimetro su centimetro a conquistare spazi, a saturare ogni spazio, costi quel che costi, in cumuli d'anniluce. E se il costo è monta di marea se è il magma che travolge il discorso (fattosi carico del coacervo dei discorsi) nel diramarsi metastatico dei sensi del Senso, se è ribollìo se è lava che trascina le ispide arborescenze dal dire disseminate lungo i pendìi, allora significa che qui è l'unico costo possibile, o forse anzi, che è il costo necessario. [...] Nella purità virale, che è solamente sua, l'Arco di Daino resta solo a popolare il linguaggio in numerose parti, quando le pareti crollano e l'alter, il maschio (per antonomasia, settantuno: l'ommemmerda delle carte della cabbalà sudista), si squaglia flaccido senza più frecce nel pallore d'un ultimo fuoco irredimibilmente affetto; e si sgonfia sconcertato in un talamo di accenti aguzzi come spine. E lei diretta e sola, nel centro aperto della scena, come un'armata che si sia data il compito (effetto Matrix) d'affrontare il deserto delle tenebre, per illuminarlo della lucentezza delle sue corazze di titanio, delle sue spade da jedi reduce da un pianeta esploso. E metallo allora come làmina vibrante, teso Arco a rimandare onde sensibili di Suono; una carne flessibile di schegge, ad ammassarsi in velocità di luce, strato su strato per erigere un muro elastico di Suono, un vibrare acuminato di cristalli, in tensione sull'assordante frastuono del Nulla.

(Poesia, a rigori, incommentabile (almeno da fuori) questa di Chiara, perché diritta/diretta – come lama, tagliente lama tempestata di pietre - estroflessa autoanalitica testimoniale provvista di corazze d'impossibile autocommento...)

Mastica-e-sputa, non potrà che essere (anoressia pantagruelica) il suggello di questa cannibalesca difesa dall'universo svuotamento. – Che è poi nulla di meno che desertificazione definitiva della Carne.- In elfica leggerezza di Daino, è il colpo estremo di glottide, tirato per non lasciarsi soffocare dalla monta irreversibile del male: quel che pure bisogna risalire (sa bene Daino) per ritrovare, contaminati e incorrotti, il bandolo d'una qualsiasi salvazione. – Salvazione nella vita del linguaggio; salvazione del medesimo linguaggio, da assimilare tutto intero e molteplicemente in ogni piega, per via di discipline estreme tutte ancora e sempre da inventare [...]».





E se nell’inventare si radica la radice prima, quella etimologica, la nuova essenza che raggiunge: è un istanza, è la coerenza di chi *rifiuta*! Qualsiasi etica sociale: non le appartiene. Le dicotomie in atto [e in atto coercitivo] sono solo catene. La libertà è scelta e si sceglie da sola – la scala di condotta: evita qualsiasi etichetta! Perché chi abita l’ossimoro dell’ossimoro: è chi non ha paura. Di essere. Il glifo del segno, la tensione degli opposti e, tra Circe e Calcutta, continua: nel bene e nel male che si vive per come si sente – l’attributo «mia». Musica, maestro! Ti ho detto mai di quella Armonia che è figlia di Ares e Afrodite? Pensate pure come la società vi impone – lei se la ride, soffiando via il brutto in bellissime bolle di sapone...





15 maggio 2010

Salone Internazionale Del Libro, Torino

Ore 17

presentazione di

Virus 71

di Chiara Daino

prefazione di Tommaso Ottonieri

Aìsara Edizioni



E ringrazia Aìsara Editore, Daniele Pinna, Francesca e Tommaso Ottonieri.

E tutti gli ex a cui non dedica. Si è dedicata al suo...













«When I'm good, I'm very good.

But when I'm bad I'm better»

[Mae West]










Maggiori dettagli...




Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
01 Maggio 2010 8.26.20

 

Ricevo e rimando – con preghiera di diffusione:

è nato LA VOCE DI GWEN, l’unico programma di diffusione della poesia (ma non solo) in una Web-radio svizzera. Dagli studi di Radio Gwendalyn (o più familiarmente Radio Gwen) di Chiasso, ogni Lunedì dalle ore 20.00 un’ora è dedicata alla diffusione della poesia in lingua italiana.

Il format prevede una prima parte, “La voce di Gwen”,  dedicata ad una voce della poesia contemporanea con letture di testi alternati ad un percorso esplicativo sulla poetica dell’autore affrontato.

Seguono le rubriche “A parer nostro”, consigli di libri di narrativa scelti dalla redazione e “A me gli occhi”, consigli di libri di poesia per voce di svariate librerie del Cantone Ticino, interpellate appositamente.

Quando possibile, LA VOCE DI GWEN lascia lo studio e registra dal vivo, come è stato con Alberto Nessi o per la prima presentazione mondiale del nuovo libro di Laura Pariani “Milano è una selva oscura” uscito nel 2010 per Einaudi.

Ogni puntata è poi riascoltabile nella sezione Podcast ed ascoltabile ovunque, con disponibile una breve scheda informativa dell’autore, tutti i  libri affrontati, la tracklist completa dei brani musicali che accompagnano l’emissione e con i link attivi per una immediata lettura o ascolto per andare oltre oltre il confine della puntata.
Nota tecnica: Radio Gwendalyn è una emittente con una programmazione settimanale (e con emissioni in diretta, differita o Podcast) e non è da confondere con piattaforme di archivio sonoro come Radio.Sheherazade.ch

 LA VOCE DI GWEN è la prima Web-radio  della svizzera italiana entrata a far parte della associazione ASROC (Association Suisse des Radios Online et du Cable) ed è l’unico programma di diffusione della poesia in una Web-radio svizzera 

Ideatore e conduttore del format è
Fabiano Alborghetti (www.fabianoalborghetti.ch), poeta, critico e organizzatore di eventi culturali,

Co-conduttore è
Raffaele Sanna che firma la scelta degli intermezzi musicali nonchè dei volumi di narrativa presentati.

LA VOCE DI GWEN: la poesia, in radio, come non l’avete mai ascoltata.

redazione@radiogwen.ch   -   contact@fabianoalborghetti.ch

www.radiogwen.ch


Archiviato in:Lettere/Letters, Musica/Music, Poesia/Poetry Tagged: Chiasso, Fabiano Alborghetti, La Voce di Gwen, Poesia, Radio, Radio Gwen, Radio Gwendalyn, Raffaele Sanna, Svizzera, Web-Radio
Maggiori dettagli...




Facebook Estratto da Facebook
23 Aprile 2010 2.53.56


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Aprile 2010 19.13.58


Facebook Estratto da Facebook
09 Aprile 2010 14.58.12


Damascena Estratto da Damascena
07 Aprile 2010 13.57.26


Metaliteracy Estratto da Metaliteracy
06 Aprile 2010 14.08.42


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
23 Febbraio 2010 14.53.22


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
20 Febbraio 2010 1.02.03


LiveUs Estratto da LiveUs
14 Febbraio 2010


Metaliteracy Estratto da Metaliteracy
04 Febbraio 2010 2.56.33


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
01 Febbraio 2010 14.54.50


La poesia e lo spirito Estratto da La poesia e lo spirito
23 Gennaio 2010 7.00.38


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
18 Gennaio 2010 8.00.07


MySpace Estratto da MySpace
18 Gennaio 2010 7.42.00


Facebook Estratto da Facebook
18 Gennaio 2010 7.23.48


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
18 Gennaio 2010 7.08.06


TellusFolio - Telluserra Estratto da TellusFolio - Telluserra
03 Gennaio 2010 23.16.18


Metaliteracy Estratto da Metaliteracy
29 Dicembre 2009 4.44.41


La poesia e lo spirito Estratto da La poesia e lo spirito
24 Dicembre 2009 7.00.14


Facebook Estratto da Facebook
14 Dicembre 2009 21.53.23


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
12 Dicembre 2009 14.52.05


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Dicembre 2009 1.10.49


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
24 Novembre 2009 21.18.33


TellusFolio - Lo scaffale di Tellus Estratto da TellusFolio - Lo scaffale di Tellus
20 Novembre 2009 0.21.10


Metaliteracy Estratto da Metaliteracy
18 Novembre 2009 8.16.53


La poesia e lo spirito Estratto da La poesia e lo spirito
18 Novembre 2009 7.00.31


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
16 Novembre 2009 12.47.52


Facebook Estratto da Facebook
09 Novembre 2009 4.13.41


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Novembre 2009 3.31.26


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
08 Novembre 2009 22.38.27


Facebook Estratto da Facebook
02 Novembre 2009 23.53.36


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
02 Novembre 2009 22.18.28


TellusFolio - Cercando l Estratto da TellusFolio - Cercando l'oro
21 Ottobre 2009 23.06.35


Metaliteracy Estratto da Metaliteracy
17 Ottobre 2009 1.30.32


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
12 Ottobre 2009 23.15.18


La poesia e lo spirito Estratto da La poesia e lo spirito
09 Ottobre 2009 6.00.37


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
24 Settembre 2009 4.38.33


AbsolutePoetry Estratto da AbsolutePoetry
22 Settembre 2009 20.28.16


Genovatune Estratto da Genovatune
15 Settembre 2009


TellusFolio - Lo scaffale di Tellus Estratto da TellusFolio - Lo scaffale di Tellus
14 Settembre 2009 23.13.57


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
11 Settembre 2009 14.59.45


Damascena Estratto da Damascena
10 Settembre 2009 15.19.35


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
10 Settembre 2009 13.41.52


AbsolutePoetry Estratto da AbsolutePoetry
04 Settembre 2009 14.53.50


TellusFolio - Calamaro gigante Estratto da TellusFolio - Calamaro gigante
04 Settembre 2009 10.49.46


TellusFolio - Discorso Amoroso Estratto da TellusFolio - Discorso Amoroso
03 Settembre 2009 11.31.36


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
31 Agosto 2009 7.07.43


Damascena Estratto da Damascena
31 Agosto 2009 4.40.13


Nazione Indiana Estratto da Nazione Indiana
24 Agosto 2009 20.31.36


La poesia e lo spirito Estratto da La poesia e lo spirito
19 Agosto 2009 6.00.57


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
19 Agosto 2009 0.24.42


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
18 Agosto 2009 23.58.29


MySpace Estratto da MySpace
18 Agosto 2009 23.13.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
10 Agosto 2009 2.37.46


TellusFolio - Lo scaffale di Tellus Estratto da TellusFolio - Lo scaffale di Tellus
09 Agosto 2009 12.14.27


TellusFolio - Telluserra Estratto da TellusFolio - Telluserra
05 Agosto 2009 12.14.27


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
05 Agosto 2009 10.41.25


Facebook Estratto da Facebook
30 Luglio 2009 2.26.10


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
30 Luglio 2009 1.35.22


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
30 Luglio 2009 1.13.38


MySpace Estratto da MySpace
29 Luglio 2009 23.31.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
27 Luglio 2009 15.04.47


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
27 Luglio 2009 5.06.50


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
30 Giugno 2009 5.53.40


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
30 Giugno 2009 4.39.21


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
26 Giugno 2009 17.31.02


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
21 Giugno 2009 19.45.58


MySpace Estratto da MySpace
19 Giugno 2009 2.45.00


Facebook Estratto da Facebook
15 Giugno 2009 5.17.50


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
09 Giugno 2009 2.14.43


Genovatune Estratto da Genovatune
26 Marzo 2009


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
25 Marzo 2009 16.57.54


Facebook Estratto da Facebook
25 Marzo 2009 16.07.57


Genovatune Estratto da Genovatune
25 Marzo 2009


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
19 Marzo 2009 22.21.36


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
10 Marzo 2009 16.36.38


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Marzo 2009 12.22.23


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
09 Marzo 2009 11.37.18


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
05 Marzo 2009 12.45.08


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
04 Marzo 2009 9.59.20


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
18 Febbraio 2009 14.55.05


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
26 Gennaio 2009 20.01.32


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
25 Gennaio 2009 12.55.33


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
23 Gennaio 2009 0.44.29


MySpace Estratto da MySpace
21 Gennaio 2009 4.27.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
20 Gennaio 2009 17.48.09


Facebook Estratto da Facebook
20 Gennaio 2009 16.14.08


Damascena Estratto da Damascena
08 Gennaio 2009 14.26.45


Genovatune Estratto da Genovatune
29 Dicembre 2008


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
22 Dicembre 2008 14.18.34


MySpace Estratto da MySpace
19 Dicembre 2008 17.15.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
17 Dicembre 2008 19.14.09


Facebook Estratto da Facebook
16 Dicembre 2008 12.44.26


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
16 Dicembre 2008 11.32.02


MySpace Estratto da MySpace
16 Dicembre 2008 10.49.00


Genovatune Estratto da Genovatune
16 Dicembre 2008


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
14 Dicembre 2008 13.50.49


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
10 Dicembre 2008 14.57.02


MySpace Estratto da MySpace
02 Dicembre 2008 1.58.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
02 Dicembre 2008 1.27.25


Facebook Estratto da Facebook
25 Novembre 2008 23.08.40


MySpace Estratto da MySpace
03 Novembre 2008 5.39.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
02 Novembre 2008 20.57.25


Facebook Estratto da Facebook
02 Novembre 2008 0.55.58


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
30 Ottobre 2008 1.05.22


Facebook Estratto da Facebook
29 Ottobre 2008 23.17.57


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
29 Ottobre 2008 22.30.10


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
29 Ottobre 2008 16.05.15


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
16 Ottobre 2008 16.55.34


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
01 Ottobre 2008 13.50.55


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
21 Settembre 2008 11.44.11


MySpace Estratto da MySpace
21 Agosto 2008 3.19.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
21 Agosto 2008 0.11.03


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.27.33


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.26.27


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.25.46


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.24.42


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.23.50


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.22.47


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Agosto 2008 0.21.59


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
09 Agosto 2008 12.13.11


Genovatune Estratto da Genovatune
06 Agosto 2008


Damascena Estratto da Damascena
04 Agosto 2008 9.17.05


MySpace Estratto da MySpace
31 Luglio 2008 16.27.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
29 Luglio 2008 13.42.58


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
27 Luglio 2008 18.20.37


MySpace Estratto da MySpace
24 Luglio 2008 16.27.00


MySpace Estratto da MySpace
23 Luglio 2008 23.59.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
23 Luglio 2008 13.53.42


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
07 Luglio 2008 12.07.38


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
16 Giugno 2008 13.21.23


Damascena Estratto da Damascena
16 Giugno 2008 13.04.16


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
09 Giugno 2008 15.05.48


Damascena Estratto da Damascena
14 Maggio 2008 12.36.21


MySpace Estratto da MySpace
07 Maggio 2008 22.37.00


MySpace Estratto da MySpace
07 Maggio 2008 1.26.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
06 Maggio 2008 18.11.24


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
06 Maggio 2008 15.26.28


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
30 Aprile 2008 1.45.14


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
30 Aprile 2008 0.09.24


Genovatune Estratto da Genovatune
29 Aprile 2008


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
23 Aprile 2008 18.32.44


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
23 Aprile 2008 17.56.12


MySpace Estratto da MySpace
23 Aprile 2008 17.17.00


MySpace Estratto da MySpace
22 Aprile 2008 15.18.00


MySpace Estratto da MySpace
20 Aprile 2008 23.39.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
20 Aprile 2008 19.45.53


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
19 Aprile 2008 13.39.31


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
17 Aprile 2008 14.24.21


Damascena Estratto da Damascena
12 Aprile 2008 3.10.50


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
12 Aprile 2008 3.05.01


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Aprile 2008 16.50.52


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
07 Aprile 2008 12.10.45


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
07 Aprile 2008 4.17.38


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
27 Marzo 2008 0.47.44


MySpace Estratto da MySpace
25 Marzo 2008 23.00.00


MySpace Estratto da MySpace
25 Marzo 2008 22.55.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
25 Marzo 2008 20.06.22


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
18 Marzo 2008 17.16.15


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
12 Marzo 2008 20.26.56


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
12 Marzo 2008 3.45.02


Damascena Estratto da Damascena
11 Marzo 2008 14.21.02


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
10 Marzo 2008 3.25.24


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Marzo 2008 20.12.58


MySpace Estratto da MySpace
08 Marzo 2008 4.01.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
04 Marzo 2008 19.08.36


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
04 Marzo 2008 18.39.52


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
04 Marzo 2008 18.31.32


MySpace Estratto da MySpace
04 Marzo 2008 18.30.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
28 Febbraio 2008 15.31.04


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
28 Febbraio 2008 14.15.51


MySpace Estratto da MySpace
28 Febbraio 2008 12.34.00


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
26 Febbraio 2008 1.07.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
20 Febbraio 2008 5.16.59


Moulin Rouge Estratto da Moulin Rouge
20 Febbraio 2008 4.12.08


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
14 Febbraio 2008 5.22.12


Damascena Estratto da Damascena
12 Febbraio 2008 14.13.05


Damascena Estratto da Damascena
12 Febbraio 2008 14.05.49


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Febbraio 2008 0.50.41


MySpace Estratto da MySpace
06 Febbraio 2008 14.10.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
29 Gennaio 2008 22.12.20


MySpace Estratto da MySpace
29 Gennaio 2008 17.31.00


MySpace Estratto da MySpace
29 Gennaio 2008 3.54.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
27 Gennaio 2008 3.05.23


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
16 Gennaio 2008 10.56.23


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
09 Gennaio 2008 17.18.32


MySpace Estratto da MySpace
28 Dicembre 2007 4.14.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
28 Dicembre 2007 2.21.04


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
17 Dicembre 2007 12.23.33


MySpace Estratto da MySpace
27 Novembre 2007 13.46.00


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
26 Novembre 2007 20.16.30


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
23 Novembre 2007 18.57.06


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
21 Novembre 2007 2.57.16


Chiara Libre Estratto da Chiara Libre
20 Novembre 2007 16.47.49


Damascena Estratto da Damascena
30 Luglio 2007 8.30.28


Damascena Estratto da Damascena
23 Luglio 2007 3.56.19


Genovatune Estratto da Genovatune
04 Maggio 2006


Genovatune Estratto da Genovatune
27 Aprile 2006


Genovatune Estratto da Genovatune
27 Aprile 2006