Marco Ercolani
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L’atelier e altri racconti (Pirella, 1987)

Da La decollazione di S. Giovanni Battista (Caravaggio, Malta, La Valletta)

Le decapitazioni avvengono al buio. Sono atti della notte. Ma per mostrarle al vostro occhio calmo e renderle reali occorre luce. La violenza del sangue ininterrotto, il volto terreo, la bocca storta svuotata del’ultimo urlo del condannato, il sudore del boia illividito, il suo ansimare greve. La luce svela l’orrore, senza di lui nessuno saprebbe. Né chi compie l’atto né chi lo subisce […]
Dipingo ciò che guardo ma non quello che interamente vedo. È il confine dello sguardo il luogo dove l’invisibile vorrebbe esplodere dalla forma che lo imprigiona. O forse io profano qualcosa di sacro, non percepibile ai sensi degli occhi, tentando invano di portarlo alla luce e chiarirlo a voi e me stesso?

***

Da Lettera di Turner a Constable

La luce non si domina mai. È lei che polverizza e sorprende, disgrega un confine, frattura un cancello, e ti si offre allo sguardo come l’abbacinante risposta alla consueta domanda del viaggiatore – Dove andremo?
Si penetra nei suoi meandri, come l’avventuriero in un oceano ignoto. In lei volano, talvolta, uccelli di una specie nuova, di una razza sconosciuta. Brillano, nel suo chiarore,m astri che non conosco. È come se, improvvisamente, il mondo noto fosse sprofondato, lasciandoci soli in un vasto cratere luminoso. Ricordo ciò che diceva Hölderlin, il suo amore per Empedocle, la sua paura della follia. Ma io non impazzirò. Anche se vivendo come te, Constable, e come quella schiera di mediocri pittori che ti imitano, potrei provare il desiderio di smarrirmi, di perdere ciò che ancora possiedo della vostra logica. Da sempre, come intuisce la tua percezione, la luce ha, per me, le stesse caratteristiche di un’esplosione, e mi stupisce non dipingere, nei vortici del chiarore, frammenti di oggetti risucchiati via, sciolti dalle loro radici. Come tu sai, amo poco la notte. Dormo un sonno di piombo per essere fresco, all’alba, e cogliere l’attimo in cui colline nere e limpide si oppongono a un blu eccezionalmente intenso, ancora notturno ma più sfavillante del sole che sorgerà.



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